Riflessioni sulle migliori mosse e l’utilità delle statistiche.
Ogni giocatore di scacchi sa quanto è faticosa la ricerca della migliore mossa. Nonostante le più accurate riflessioni spesso sfugge un dettaglio e la Figura giocata o la casella d’arrivo non è quella giusta.
Qualche anno fa un certo signor Mc Donald decise di risolvere il problema dal profilo statistico. Da buon analista selezionò tutte le partite delle varie sfide per l’assegnazione del titolo di campione del mondo di scacchi da Morphy (?!) ad Anand. Controllò in particolare la presenza di tutte le mosse possibili (da Ta1 a Th8, da Aa1 ad Ah8, da Ca1 a Ch8,…) e la percentuale di vittorie ottenuta dal colore che ha eseguito tale mossa. In questo modo Mc Donald trovò quella che definì la migliore mossa del gioco degli scacchi: vale a dire Rb5!. Pare infatti che soprattutto Morphy, Capablanca, Spassky e Fischer non abbiano mai perso una partita in cui riuscirono a muovere il proprio Re sulla casa b5.
Provate in una delle vostre prossime partite a dirigere il Re verso la casella b5. Forse funziona.
Attualmente esistono programmi che, partendo da qualsiasi posizione e utilizzando delle enormi banche dati, sono in grado di indicarvi quali mosse sono già state giocate, con quale frequenza e con quale percentuale di vittoria. A tale proposito ricordo in particolare il campionato svizzero giovanile U14 del 2001 vinto da Aurelio Colmenares. In quell’occasione mi ha impressionato il padre di Donjan (il più forte avversario di Aurelio) che usava analizzare le partite con il portatile adoperando proprio un programma statistico. I suoi commenti erano del tipo: “La mossa che hai fatto è sola al settimo rango. Dovevi giocare questa che è nettamente favorita dai giocatori” oppure “Qui dovevi giocare questa mossa che ha la percentuale di successo più elevata”. A dodici anni di distanza Aurelio è diventato nel frattempo Maestro Fide, mentre purtroppo Donjan non è riuscito, forse anche per altri motivi o interessi, a migliorare sostanzialmente il proprio livello di gioco.
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