di Aurelio Colmenares
Un cielo grigio e cupo si staglia su quel di Cappelle La Grande, piccolo villaggio francese della regione del Nord Pas de Calais, che conta ben 8000 anime. Uno strano gruppo di persone di diverse parlate, etnie e culture si avvicinano con passo lento ma deciso al Palais des Arts dove sta per iniziare il 32esimo torneo internazionale di scacchi di Cappelle La Grande.
Quattro ticinesi, Käppeli, Paleologu, Botta e Colmenares hanno deciso di parteciparvi, e se per Adriano era il primo torneo fuori dalla Svizzera, per i maestri fide era l’occasione per mostrare i denti, fare norme e portare scalpi a casa. Il mitico Vladi, ormai un “habitué” della competizione -pensate questa era la sua 15esima presenza- ha assunto il ruolo di coach spirituale.
Il torneo era immenso: ai nastri di partenza si contavano 538 giocatori di oltre 50 nazioni, dei quali 53 Grandi Maestri e 46 Maestri Internazionali, senza contare tutti i maestri Fide e le maestre femminili. La sala era elegante, spaziosa e ben illuminata e ogni giocatore, dal Grande Maestro al 1400 Elo, aveva un cartellino con il proprio nome, il punteggio Elo e persino una bandierina della rispettiva federazione. L’organizzazione è stata impeccabile e suppongo che ogni giocatore si sia sentito a proprio agio, sebbene il clima di Cappelle non fosse quello che si definisce tropicale: ha piovuto quasi tutti i giorni, a parte qualche clemente giorno di sole, e faceva un freddo boia. Ma si sa, a Cappelle non si va a fare vacanze di piacere ma a lottare e a prendere legnate sulle sessantaquattro caselle.
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