Dominio ticinese in suolo transalpino

Domenica 6 ottobre si è svolto “le Rapide de Vitam Parc” presso il Vitam Parc di Neydens (Fr), a pochi kilometri dalla frontiere ginevrina. Un gruppo agguerrito d’italofoni, composto dai tre maestri fide del Ticino, si è ritrovato la sera prima a Ginevra per sgranchirsi le dita a suon di blitz e per essere performanti l’indomani.

Le regole erano chiare: sette partite, sistema svizzero, cadenza 15 minuti KO. Pertanto vi era spazio per partite di relativa qualità ma la rapidità era, ad un certo punto, il fattore determinante. Il primo a ricordarsene è Fabrizio, che nel primo derby ticinese nonostante avesse una posizione completamente vinta perde per il tempo contro Gabriele. Al quarto turno Botta si erge in testa a punteggio pieno, seguito da Aurelio con tre punti e mezzo e pochi altri con lo stesso punteggio. Nel frattempo la testa di serie numero uno si ritira dal torneo, probabilmente ne aveva abbastanza di prendere bastonate da giocatori meno quotati. Il turno successivo vedeva affrontare Colmenares con lo scatenato bellinzonese, che per di più favoriva il colore bianco. La partita è tesissima, una Spagnola chiusa, variante Breyer. Gabri ritarda troppo la spinta del pedone d4 e il Nero riesce a equilibrare agevolmente il gioco, in seguito si cambiano qualche pezzo e il gioco rimane equilibrato, forse il Nero poteva vantare una migliore disposizione dei pezzi leggeri ma niente di più. Il resto è furore…

Gabriele messo alle strette perde un pedone e con qualche secondo in più sull’orologio si decide a fare cadere la bandierina all’avversario giocando velocissimo, ma anche quest’ultimo si adatta bene al cambiamento di ritmo è dopo quasi aver preso un infarto vince l’incontro per il tempo con solo quattro secondi sull’orologio. Una vittoria importantissima visto che riapriva il torneo. Il sesto turno inscenava il terzo e ultimo derby ticinese, ossia Aurelio contro Fabrizio (“la sfida infinita”). Patuzzo si fa trascinare in una variante della Caro-Kann che di sicuro gli porta brutti ricordi e che non si è preso ancora la briga di ristudiare, l’attacco Panov! Dopo l’apertura “Pato” sceglie una mossa otticamente anti-estetica ma efficace, infatti il Bianco si eccita più del dovuto è inizia a sacrificare pezzi scorrettamente, il Nero respinge l’attacco risacrificando a sua volta e senza troppa difficoltà porta a casa il punto intero. Il dopo partita non è niente di nuovo: Colmenares si alza bruscamente con il viso rubicondo, bestemmia a destra e manca e se ne va ribadendo la superiorità della sua posizione. Intanto “le blitzeur” Botta salva una posizione compromessa contro Deleva, un “matador” locale, e riesce a limitare i danni con un pareggio.

L’ultimo turno è tutto un dramma. Fabrizio gioca in prima scacchiera contro l’altro fratello Deleva, in seconda Aurelio ha il dolce piacere di affrontarsi contro una donzella proveniente dal Perù, mentre in terza scacchiera Gabriele deve vedersela contro il compagno di squadra del Nyon Prunescu. Tutto è ancora possibile per la compagine ticinese. Il più veloce a finire è Colmenares, che assetato di vendetta infligge alla sua avversaria uno scacco matto in mezzo alla scacchiera. Botta dimostra la sua temibile preparazione contro 1.d4 e manda a casa con la coda tra le gambe il simpatico rumeno. Mentre Patuzzo si fa cogliere alla sprovvista da un insolito ordine di mosse ed entra in una variante non molto promettente della difesa Olandese. Il seguito della partita è una sofferenza per Fabri, che in una posizione difficile non si accorge di un infame tatticismo che gli costa un pezzo, e nonostante un eroico sforzo nel finale non riesce a tenerlo e si arrende al fato. Un finale emozionante che favorisce Aurelio e Gabriele, che arrivano rispettivamente al primo e secondo rango, la medaglia di bronzo la guadagna giustamente Deleva, mentre Fabrizio giunge al quarto posto.

Di certo non si trattava del torneo più forte sulla piazza ma è stata un’ottima occasione per rivedersi tra amici e aumentare il sano agonismo che ci unisce.

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